Prestiti Inpdap per lavoratori pubblici: ecco i vantaggi

Prestiti Inpdap per lavoratori pubblici: ecco i vantaggi

Inpdap è una sigla molto nota ai lavoratori pubblici in quanto fino a qualche anno fa (ovvero prima della sua soppressione) era l’Istituto che si occupava della Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica. Oggi le sue funzioni sono passate all’Inps, così come anche i prestiti che l’ente erogava ai propri iscritti. Oggi, infatti, i prestiti Inpdap si definiscono come prestiti ex Inpdap Inps.

I prestiti concessi dall’ente ai lavoratori del settore pubblico sono notoriamente molto più convenienti di quanto, invece, accade per le altre tipologie di accesso al credito. Svariati, infatti, i vantaggi dei prestiti ex Inpdap. Si tratta di vantaggi che è sicuramente bene conoscere, specialmente in un periodo come questo in cui l’accesso al credito è divenuto sempre più necessario ed in cui, al contempo, spesso è difficile orientarsi tra le tantissime offerte presenti sul mercato del settore.

Il vantaggio maggiore dei prestiti ex Inpdap per i lavoratori pubblici risiede sicuramente nel basso tasso di interesse applicato. Si può infatti affermare che questo tiene comunque a mantenersi fisso e non va quasi mai ad oltrepassare la soglia, definita limite, del 4,25% (naturalmente spese escluse). Questa particolarità è valida fino all’ultima rata del prestito e, quindi, per tutta la durata del prestito.

Altro vantaggio dei prestiti ex Inpdap si ritrova nell’azzeramento totale delle spese di istruttoria. Lo stesso dicesi per le spese di intermediazione.

Per i lavoratori è sicuramente un vantaggio quello della semplicità con cui è possibile ottenere il finanziamento. Infatti per avere il prestito si presenta semplicemente il modulo di richiesta e si aspetta un paio di giorni per ottenere l’esito finale della pratica. E’ poi possibile estinguere il prestito anticipatamente, in qualunque momento ed in maniera semplicissima. Anche per quanto concerne l’estinzione non è assolutamente prevista alcuna spesa aggiuntiva, come invece avviene per la maggioranza dei prestiti esistenti. Non occorre fornire particolari garanzie al momento della richiesta, specialmente per quanto concerne i piccoli prestiti. La restituzione, infatti, avviene esclusivamente con trattenuta diretta, mediante la cessione del quinto. Per questo motivo, l’importo della rata non può mai essere superiore al quinto dell’importo del proprio stipendio.

Il maggiore vantaggio, comunque, come detto risiede nel tasso di interesse. Per questo motivo vale sicuramente la pena darci un’occhiata più accurata.

Per i piccoli prestiti il TAN è al 4,50%, con spese di amministrazione allo 0,50%, premio fondo rischi allo 0,30% e TAEG al 5,48%.

Per i piccoli prestiti biennali il TAN è al 4,50%, le spese di amministrazione allo 0,50%, il premio fondo rischi allo 0,60% (ovvero 0,30% per ogni anno di durata del prestito). Il TAEG scende ed è pari al 5,01%.
Per i piccoli prestiti triennali il TAN è sempre al 4,50%, e sempre pari allo 0,50% risultano le spese di amministrazione. E’ pari allo 0,90% il premio fondo rischi (0,30×3). Il TAEG scende al 4,85%.
Per quanto concerne i prestiti quadriennali, rimangono al 4,50% il TAN e allo 0,50% le spese di amministrazione. Ammonta all’1,20% il premio fondo rischi (0,30×4) e il TAEG scende ulteriormente arrivando al,76%.
Eccoli, evidenti in tutta la loro chiarezza, i vantaggi dei prestiti ex Inpdap per i dipendenti pubblici.


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